Pediatrics pubblichi una ritrattazione dello studio DeStefano su vaccini e autismo FIRMA LA PETIZIONE

Chiediamo a Pediatrics, la rivista ufficiale dell’Accademia Americana dei Pediatri, una ritrattazione pubblica dello studio del 2004 condotto dai Drs. DeStefano, Bhasin, Thompson, Yeargin-Allsopp, e Boyle su vaccino MPR (Morbillo, Parorotite e Rosolia)  e autismo:

FIRMA QUI LA PETIZIONE


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Questa petizione è una richiesta a Pediatrics, la rivista ufficiale dell’American Academy of Pediatrics, di rilasciare pubblicamente una ritrattazione dello studio condotto nel 2004 dai Drs. DeStefano, Bhasin, Thompson, Yeargin-Allsopp, e Boyle  intitolato, “Età alla prima vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia in bambini con autismo e soggetti di controllo compagni di scuola: uno studio di popolazione nella metropoli di Atlanta”

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Frode scoperta al CDC

100002936207841pizapw1409176808Parole terribili quelle di questa foto. Parole vere.

Il Dr. William Thompson,  ricercatore del CDC, ente americano corrispondente al nostro Istituto Superiore di Sanità,  spinto da rimorsi di coscienza, ha ammesso che dallo studio DeStefano del 2004  di cui era coautore e che proclamava l’assenza di qualunque legame tra vaccini e autismo  erano stati deliberatamente eliminati alcuni dati che invece dimostravano  una relazione statisticamente significativa tra l’età di somministrazione del vaccino MMR e l’incidenza dell’autismo in ragazzi afroamericani.

Due parole su questi bambini di cui nessuno ha parlato, bambini afroamericani, bambini nati cioè negli Stati Uniti, ma da genitori di origini africane, bambini che si ammalano di più di autismo rispetto ai loro coetanei bianchi. Pensate che a  Mineapolis un bambino su 4 diagnosticato con autismo è di genitori somali. La chiamano la malattia del Minnesota, perchè in Somalia la malattia non ha neanche un nome: semplicemente quasi non esiste! Purtroppo l’autismo è visto in questa comunità come una terribile vergogna e spesso taciuto. La Scienza dovrebbe aiutare questi bambini, dovrebbe studiarne il sistema immunitario,  non ignorarli o, peggio ancora, nasconderli come è stato fatto in questo studio. Per il bene loro e di tutti i bambini del mondo che dovrebbe essere il motore della ricerca.

E due parole sul Dr. William Thompson, la gola profonda del CDC, l’uomo, il ricercatore, lo scienziato che – ovviamente insieme ad altri – ha artefatto i dati dello studio DeStefano manipolandone così i risultati e nascondendo che il vaccino contro morbillo parotite e rosolia causava un aumento del rischio di autismo del 340 % nei bambini afroamericani. Ora si è pentito….un rimorso di coscienza. Certo pentirsi, fornire i dati corretti, ammettere la frode è di sicuro meglio che continuare a perseverare nell’imbroglio. Ma adesso ci aspettiamo di più, ci aspettiamo che si riveli completamente la verità: 200 madri di bambini autistici sono pronte a formare una class- action e a denunciare gli autori dello studio DeStefano del 2004 che afferma che non c’è alcun collegamento tra autismo e vaccini. Studio del quale loro e i loro pediatri si sono fidate. Thompson testimoni. Ci aspettiamo che lo faccia, anche se uno degli autori è lui stesso. E lo studio De Stefano del CDC sia ritrattato e la ritrattazione pubblicata su Pediatrics. Lo si deve alle migliaia di bambini che si sono ammalati.

Ornella T.

I vaccini causano l’autismo? Gli studi che affermavano il contrario sono stati manipolati!

Per anni ci è stato detto che l’autismo aveva una origine esclusivamente genetica e, nel caso non ci fossero casi in famiglia, ci veniva spiegato che si trattava di “mutazioni genetiche spontanee”; le cause ambientali erano citate come fattore minore. I vaccini sicuramente venivano esclusi sia come causa che come fattore scatenante. Era certo. Lo provavano gli studi! E in particolare lo provava un importante studio condotto da DeStefano nel 2004. Non si poteva replicare, era SCIENZA. 

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Eppure migliaia e migliaia di genitori che avevano bambini meravigliosi, in perfetta salute, giuravano e spergiuravano di aver visto i loro figli smettere di svilupparsi, smettere di parlare, di sorridere, di rispondere se chiamati, di avere contatto oculare dopo la somministrazione dei vaccini.

Scopriamo oggi che questi genitori avevano ragione e che i dati degli studi sono stati MANIPOLATI oscurando una maggiore incidenza di autismo nei ragazzi afroamericani (+340%) pur di ottenere un risultato favorevole alle vaccinazioni e insabbiare la evidente correlazione con l’autismo.

Lo sappiamo grazie al Dr. Brian Hooker – Professore Associato presso la Simpson University, specializzato in biologia e chimica – che avvalendosi del Freedom of Information Act che riconosce il diritto di libertà d’informazione e permette la divulgazione totale o parziale di informazioni e documenti inediti controllati dal governo – ha potuto consultare i dati originali sul quale si basava lo studio di DeStefano  pubblicato nel 2004 su PediatricsLo sappiamo grazie ad un informatore, che possiamo definire “un pentito”,  il Dr. William Thompson,  ricercatore del CDC (agenzia del governo degli Stati Uniti d’America, omologo del nostro Istituto Superiore di Sanità)  che aveva partecipato a numerosi studi che sono stati utilizzati per dimostrare apparentemente che i vaccini non causano autismo.

Il Dr Thompson,  molto probabilmente spinto da rimorsi di coscienza, ha ammesso che è stato deliberatamente nascosto dai ricercatori del CDC una relazione statisticamente significativa tra l’età di somministrazione del vaccino MMR e l’incidenza dell’autismo in ragazzi afroamericani.

Sono emersi inoltre documenti che comprovano che i vertici del CDC ne erano stati informati.

 Cosa dire: se c’è una relazione tra età di somministrazione dei vaccini e autismo i genitori devono saperlo, i pediatri devono saperlo. Mentire loro è quanto di più vergognoso possa esistere. Così è stato, così non deve essere più. .

Non possiamo che augurarci che queste nuove rivelazioni scuotano finalmente tutti coloro che di salute dei bambini si occupano e che chi ne ha la responsabilità capisca che occorre immediatamente fermare questa epidemia di autismo.

Non avete voluto ascoltare i genitori, ascoltate la Scienza ora!

Ornella T

Per approfondire : 

autismovaccini.org

video

ageofautism.com

 

 

Ricerca sull’autismo: troppe sinapsi. Neanche una parola sulle cause tossico ambientali!

David Sulzer, neurobiologo della Columbia, autore dello studio

Secondo uno studio della Columbia University pubblicato su Neuron – OVVIAMENTE subito tradotto in italiano e diffuso da tutta la stampa – il cervello dei bambini autistici è “sovrappopolato” di ‘sinapsi’, i ‘fili’ di collegamento tra i vari neuroni.

Peccato che questo non spieghi un’epidemia di autismo che sta rubandosi i nostri figli o l’improvvisa regressione autistica in bambini che soffrono di disturbi gastrointestinali testimoniata da migliaia di genitori.

Ci da questa ricerca le risposte che ci servono? EBBENE NO!

Questo tipo di studi sono ormai routine nel mondo scientifico perché favoriscono e sostengono una serie di cose che vogliono farci credere: l’autismo è un disturbo misterioso che gli scienziati stanno diligentemente cercando di capire, non c’è preoccupazione per l’autismo, solo curiosità e – soprattutto – non vi è alcuna urgenza. Esattamente il contrario di quello che è sotto i nostri occhi. Una epidemia di tale proporzioni dovrebbe essere affrontata ben diversamente dalla ricerca.

Notate che viene ovunque sottolineato che questa scoperta “fornisce degli indizi” e “ulteriore ricerca può far luce sulle radici dell’autismo” e che quindi si debba proseguire in questa direzione. Si continuano a studiare gli effetti della malattia sul cervello senza ricercarne le cause, senza investigare il perchè una generazione di bambini si stia ammalando. Questo sembra non interessare!

Ho letto molti titoloni sulla stampa nazionale e internazionale, ma il mio titolo preferito è stato quello del Newsday: Autism may be brain disorder, l’ autismo può essere un disturbo del cervello. Ah si? Veramente!? Ci sono voluti VENTI anni di ricerca per raggiungere questi brillanti risultati!!!!???

Ornella T.

Niente paura: i vaccini contengono mercurio, ma nei limiti di legge!

Questa mattina gli occhioni di questo bambino mi hanno attratto. Ho cliccato, ho letto e ho così appreso che non è vero che i vaccini non contengano più mercurio come ci inducono a credere. Semplicemente non c’è obbligo di dichiararlo se la quantità utilizzata rientra nei “limiti di legge”, come se ci possa essere una quantità di mercurio da considerarsi innocua per essere iniettata nel corpicino di un bambino di soli TRE MESI!

Ma andiamo con ordine.

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 La foto apparteneva ad un articolo del sito VacTruth.com che affrontava il problema del mercurio nel vaccino contro Difterite, Tetano e Pertosse (DTaP). Secondo l’articolo nonostante quanto affermato dalle autorità sanitarie e dall’ordine dei pediatri americani questo e alcuni altri vaccini continuano a contenere timerosal, un antimicrobico composto da mercurio organico utilizzato nelle prime fasi di produzione del vaccino e come conservante.

In Italia non può essere – mi sono detta – e ho cercato subito conferma (in realtà speravo in una smentita) e quello che ho trovato è semplicemente agghiacciante: solo per fare un esempio nell’INFANRIX HEXA – il vaccino esavalente che viene somministrato anche in Italia a tutti i nuovi nati nel 1° anno di vita e che viene spacciato per libero da sali di mercurio –  è contenuto Mercurio [Hg] nella quantità di 10 ppb [parti di miliardo] ovvero 0,01 ppm [parti per milione] ovvero 0,010 mg/Litro. Tutto questo confermato da uno studio indipendente pubblicato su PubMed condotto da  ricercatori australiani [Austin DW, Shandley KA, Palombo EA] Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule [Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40]

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Trovato erbicida tossico della Monsanto nel latte materno

Ancora sul glifosato, il Roundup, la Monsanto e i danni sui bambini 

Solo pochi giorni fa avevamo dato notizia in un nostro articolo delle dichiarazioni della  Dr Stephanie Seneff che denunciava con forte preoccupazione una correlazione molto coerente tra l’uso crescente e massivo in agricoltura del Roundup  (un erbicida scoperto e prodotto dalla Monsanto il cui principio attivo è il glifosato) e i tassi crescenti di autismo, che già dobbiamo tornare sull’argomento.

Proprio negli scorsi giorni, infatti, l’Environmental Protection Agency – EPA, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, ha incontrato una delegazione di scienziati, ambientalisti e madri che hanno mostrato una forte preoccupazione a causa di tracce di glifosato trovate nel latte materno, proprio quel glifosato che, ripetiamo è il componente principale del Roundup, l’erbicida della Monsanto più popolare al mondo.

Da anni gli scienziati studiano le conseguenze che questa sostanza può comportare sull’uomo. Si parla di malformazioni, problemi gravi ai reni, interferenze con le funzioni riproduttive, aumento di rischio di Parkinson e di casi di autismo nei bambini.

Un gruppo di madri, presenti all’incontro, le Moms Across America, ha chiesto un intervento immediato e un ritiro del Roundup. Il glifosato è attualmente sotto osservazione dell’EPA che entro il 2015 dovrà determinare se il suo uso debba continuare così com’è, essere limitato o addirittura sospeso.

Mentre la Monsanto continua a sostenere invece che il glifosato è stato ampiamente studiato ed è sicuro ed efficace, il movimento Moms Accross America annuncia entro l’anno uno studio sulla presenza di questa sostanza chimica nel latte materno negli Stati Uniti. I test eseguiti hanno finora rilevato la presenza di alti livelli glifosato in tre campioni su dieci di latte materno analizzato. Le analisi su 35 campioni di urine, invece, hanno evidenziato la presenza di residui di glifosato dieci volte superiori a quelli rilevati lo scorso anno da un’indagine analoga.

Non rimane che amaramente costatare che si è riusciti ad avvelenare anche l’alimento più sacro al mondo: il latte materno. Occorre difenderlo!

Ornella T.

The Lancet Neurology: Gli agenti chimici industriali intossicano il cervello dei bambini

Il numero delle sostanze chimiche industriali note per danneggiare lo sviluppo del cervello si è duplicato negli ultimi 7 anni. Uno studio pubblicato su The Lancet Neurology afferma che questi prodotti chimici industriali sono un pericolo per i bambini e che le loro tossine potrebbero causare un’epidemia di disturbi dello sviluppo cerebrale. Esse sono infatti  tra le cause note di questo aumento.

Nel 2006, era stata fatta una revisione sistematica ed erano stati identificati cinque sostanze chimiche industriali come neurotossicihe per lo sviluppo: piombo, metilmercurio, policlorobifenili, arsenico e toluene. Dal 2006, gli studi epidemiologici hanno documentato sei ulteriori sostanze neurotossiche: manganese, fluoruro, clorpirifos, diclorodifeniltricloroetano, tetracloroetilene, e gli eteri di difenile polibromurato. Lo studio ha postulato che possano esserci anche altre sostanze  neurotossiche ancora da scoprire.

L’autore dello studio, il dr Philippe Grandjean della Harvard School of Public Health di Boston, ha chiesto un intervento internazionale coordinato per controllare la silenziosa pandemia di disturbi dello sviluppo nei bambini, dichiarandosi fermamente convinto che sia ora di stabilire delle regole per evitare una futura pandemia di autismo, deficit di attenzione (Adhd), dislessia o paralisi cerebrale, con sofferenze e costi associati.

La nostra preoccupazione – dice il ricercatore – è che sia già in atto un’epidemia silenziosa tra i bambini di tutto il mondo esposti a sostanze chimiche tossiche non riconosciute, che stanno a poco a poco erodendone l’intelligenza, alterandone i comportamenti, pregiudicandone i risultati futuri nella vita e nella società, specie nei Paesi in via di sviluppo.

The Lancet Neurology, 2014; 13(3): 330-333

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