Torniamo a una dieta con meno alimenti industriali, del pediatra dr Eugenio Serravalle

Esaltatori di sapidità, coloranti, aromi, conservanti, stabilizzanti, acidificanti, antiossidanti.

E’ questo l’elenco degli additivi alimentari che ho trovato in una confezione di tortellini. Sono solo alcuni dei tanti che assumiamo tutti i giorni, anche se cerchiamo di essere consumatori vigili e attenti. Gli additivi sono “sostanze prive di potere nutritivo o impiegate a scopo non nutritivo, che si aggiungono in qualsiasi fase di lavorazione alla massa o alla superficie degli alimenti, per conservarne nel tempo le caratteristiche chimiche e fisiche, per evitarne l’alterazione spontanea o per impartire ad essi, oppure per esaltarne favorevolmente particolari caratteristiche di aspetto, sapore, odore e consistenza” (DM 31/3/1965). Non è raro che revisioni periodiche mettano al bando alcuni prodotti perché si scopre, anche dopo anni di utilizzazione, essere nocivi, o tossici o cancerogeni o mutageni.

L’uso degli additivi è consentito solo dopo aver appurato la Dose giornaliera Ammissibile (DGA), la quantità tollerabile di una sostanza che un uomo, in base al suo peso, può assumere giornalmente e per tutta la vita senza effetti avversi riconoscibili in base allo stato attuale delle conoscenze. Si calcola con questa formula: DGA = NOAEL/SF. NOAEL indica la “dose senza effetto avverso osservabile”, parametro basato su osservazioni o test che esprime la dose massima che può essere somministrata senza apprezzabili effetti tossici. Si esprime in mg/Kg p.c./die (milligrammi per ogni chilogrammo di peso corporeo al giorno). SF è il fattore di sicurezza; varia da 10 a 1000. Il presupposto è che l’ uomo sia 10 volte più sensibile della specie animale più sensibile sulla quale la sostanza è stata sperimentata. Se le informazioni sulla tossicologia della sostanza in esame non sono esaurienti, si assume un SF uguale a 100. Se non esistono dati attendibili, si assume un SF uguale a 1000. La DGA viene espressa in mg/Kg di peso corporeo/die.

Io cerco di controllare le etichette, seguendo i consigli di Michael Pollan, evitando cibi che contengano ingredienti sconosciuti, dai nomi impronunciabili, o più di cinque ingredienti, o quelli che pubblicizzano effetti sulla salute.

Torniamo a una dieta con meno alimenti industriali. Mangiamo solo cose che la nostra bisnonna riconoscerebbe come cibo.

Eugenio Serravalle

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